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Val Masino e Val di Mello

Dopo aver superato il ponte sul torrente Masino, si svolta subito a sinistra lasciando Ardenno sul fondovalle e si sale verso la Val Masino. Appena imboccata la provinciale merita uno sguardo la Centrale idroelettrica che si presenta con la sua elegante architettura. Strada facendo incontrerete dei piccoli paesi, Cataeggio e Filorera da cui, superata il Centro polifunzionale della montagna e, dopo aver pagato il pass d’accesso presso l’hotel Rustichella, si sale verso Preda Rossa, luogo di incantevole bellezza, chiave d’accesso verso il Monte Disgrazia che ha come punto d’appoggio il Rifugio Ponti. Prima di arrivare a San Martino, impossibile non notare il Sasso di Remenno, colossale roccia che fa da palestra per gli appassionati di sassismo, nato nei primi anni ’70 proprio in Val di Mello.

Val di Mello

E’ tempo di entrare in Val di Mello, valle plasmata dal ghiaccio, un autentico Santuario di rara bellezza, Riserva Naturale dal 2009. E’ una valle che offre percorsi per ogni esigenza, le famiglie hanno una comoda mulattiera da percorrere fino alla Rasica. E’ una facile gita in una delle più belle vallate delle Alpi centrali, la nostra Yosemite. Dopo aver lasciato la locanda del “Gatto Rosso” parte il nostro sentiero, tra verdi radure percorse da un torrente di fondovalle. Il dislivello è lieve e il camminare è rilassante, sulla destra lasciamo l’indicazione per la val Qualido e arriviamo a “Ca du Scuma”, piccolo nucleo di baite. Da qui in direzione orientale, superata la pozza nota come “Bidet della Contessa”, tra prati e ontani, eccoci a Cascina Piana 1092 m. Le numerose baite in pietra cattureranno il vostro sguardo e rimarrete stupiti davanti ad alcuni ricoveri che sono un tutt’uno con i grandi massi caduti dalle pareti verticali. Il sentiero sembra salire, ma è per poco poi continua dolce, superato il ponte sul torrente al Zocca, siamo ormai giunti alla Rasica 1148 m, una deliziosa piana. Avrete notato che il dislivello affrontato lieve, l’acqua è sempre disponibile, ci sono diversi Agriturismi in alternativa al pic nic. Sicuramente il periodo migliore per visitare la Val di Mello è il tardo autunno per i colori e le atmosfere che luce e natura creano per voi.
Gli escursionisti più esperti hanno l’imbarazzo della scelta, le ripide valli laterali offrono ascese da sogno con dislivelli vertiginosi. Valle del Ferro col Bivacco Molteni-Valsecchi 2510 m, la Val di Zocca col Rifugio Allievi-Bonacossa 2335 m, la Val Torrone col Bivacco Manzi-Pirotta 2538m, la Val Cameraccio col Bivacco Kima 2700 m. Da ultimo ecco la Val Qualido che merita la salita per il Camarun, la stalla Ovale ricavata con lavoro immane asportando 600 metri cubi di materiale sotto un enorme blocco di granito che diventerà il tetto di questo ciclopico antro. Immaginate quanto lavoro con mezzi primordiali per dare riparo alle mucche, risorsa preziosissima, durante i temporali micidiali a quelle quote.

I Sassisti creatori del free climbing degli anni ‘70

I sassisti veri riscopritori della Val di Mello che l’hanno amata e valorizzata, abbandonando l’alpinismo classico per il sassismo e se preferite per il free climbing. Come dimenticare i milanesi Ivan Guerini, Mario Villa, Neri, Monica Mazzucchi e Lidia Sacchiero e il gruppo sondriese con Jacopo Merizzi, Popi Miotti, Antonio Boscacci, Paolo Masa e Francesco Boffini. “Le rocce ciclopiche che il ghiaccio ha scolpito e modellato fanno della Val di Mello uno dei luoghi più emozionanti del mondo” secondo Paolo Masa e Jacopo Merizzi. Basta nominare le Vie che hanno creato e battezzate con nomi ricchi di fascino e di fantasia come “Il Risveglio di Kundalini”, “Dimore degli Dei”, “Luna Nascente”, 2Scoglio delle Metamorfosi”, “Precipizio degli Asteroidi”, “Il paradiso può attendere”, “Oceano Irrazionale” fino a “Nuova dimensione” per sentire un profumo di aria nuova. E’ proprio un “Nuovo mattino”, scalate da vertigine lungo fessure perfette cercando, come gechi, l’aderenza su lisce e ripide placche. Per lo scrittore alpinista Enrico Camanni tutto ciò è “Il singolare sessantotto degli alpinisti”.

Melloblocco

Come non citare il Melloblocco, manifestazione nata nel 2003, che è diventato il più grande raduno di bouldering al mondo. Pensate che nelle nove edizioni, quelle fino al 2012, sono passati da questa mitica valle ben 13.378 partecipanti, in rappresentanza di una sessantina di nazioni. Vedere migliaia di giovani allegri e colorati avvicinarsi ai massi granitici di varia difficoltà con sulle spalle i materassi su cui planare durante le loro performance è una gioia vitale, senza uguali. Oggi purtroppo questa splendida occasione sta scricchiolando, l’anno scorso è emigrata in Svizzera ahinoi…, che miopia autolesionistica e istituzionale, mettere sulla bilancia campanilismi asfittici contro l’arrivo in Val di Mello della tribù variopinta del sassismo mondiale provoca tristezza infinita… Siamo nel 2019 e al momento l’incognita resta…tra gli appassionati risuona l’invocazione “che ne sarà del Melloblocco ?”

Dai Bagni Masino verso i Rifugi Omio e Gianetti

San Martino fa da snodo a due possibilità, la direzione verso i Bagni Masino e quella verso la mitica Val di Mello. Saliamo dapprima verso i Bagni Masino, noti fin dal ‘400 per le acque termali curative che, dopo alterne fortune, sono purtroppo al momento chiusi. I Bagni sono punto di partenza per i Rifugi Omio e Gianetti che rappresentano due escursioni di impareggiabile bellezza. Immaginatevi la visione delle Cattedrali di granito, il Pizzo Badile 3304m e il Pizzo Cengalo 3370m, le cui scalate riempiono sguardi, fantasie e memorie, Riccardo Cassin, Vittorio Ratti, Gino Esposito e gli sfortunati Molteni e Valsecchi. Va citato il Sentiero Roma che transita dai due Rifugi per proseguire fino al Rifugio Ponti autentica impresa per escursionisti, uno dei più avventurosi percorsi d’alta quota di tutto l’arco alpino.

Sentiero Roma

Il Sentiero Roma, un selvaggio e primordiale Sentiero degli Dei, quaranta km d’alta quota per escursionisti esperti che offre l’emozionante avventura di attraversare tutta la testata della Val Masino. Suddiviso tradizionalmente in cinque tappe con partenza dai Bagni Masino 1172 m fino al Rifugio Omio 2100 m la prima che si percorre in 2 ore; la seconda ha come arrivo il Rifugio Gianetti 2534 m in 4 ore; il Rifugio Allievi-Bonacossa 2385 m vi attende per la terza tappa in 6-7 ore; la quarta tappa vi porterà al Rifugio Ponti 2559 m in 7-8 ore e la tappa finale si conclude a Filorera 841 m in 4 ore. E’ un’esperienza che lascia un segno indelebile, quasi un rito di iniziazione all’alta quota, faggete e pascoli si alternano a visioni ipnotiche Badile, Cengalo e Disgrazia 3678 m; passi da vertigine quali quello di Camerozzo 2765 m, Qualido 2647 m, il Cameraccio 2950 m il punto più alto che toccherete di tutto il Sentiero Roma. Va sottolineato che serve l’attrezzatura ad hoc imbragatura, cordino e moschettone per auto-assicurazione. Nello splendido scenario che avete sperimentato, con partenza e arrivo a Filorera, si svolge il Trofeo Kima, gara di corsa in montagna, una Sky Race come si ama dire oggi e che nel 2018, un super atleta come il catalano Kilian Jornet , ha percorso il tracciato di 52 km con 8.400 m di dislivello in 6 ore, 9 minuti e 19 secondi. A Kilian il record a voi “Buon divertimento!”

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Arzo, Strada per l'Alpe Pitalone
23017 Morbegno (Sondrio)
Coordinate GPS: 46°7'16.92" N - 9°35'1.94" E

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